Abitualmente lesivo

11 01 2013
È come un rito. Qualcosa di sacro, che richiede un’attenta preparazione.
Aprire la porta e richiuderla alle proprie spalle è il primo passo. Lavarsi le mani, accuratamente. Altrimenti il rito non può avere luogo, perché è vero che non ci amiamo e rispettiamo, ma le mani devono sempre essere pulite.
Una volta concluso il primo atto ci si inginocchia, ci si mette comodi e le danze si possono aprire.
Un avambraccio si appoggia, mentre indice e medio entrano, delicatamente, tra le labbra. Si appoggiano alla lingua e premono, sempre delicatamente, verso il punto più profondo che riescono a raggiungere.
Prima scendono le lacrime, lente, dolorose eccheggiando nell’acqua in cui il tuo volto si rispecchia. Poi… lo stomaco inizia a muoversi. Una forza irreversibile spinge fuori tutto il male che hai dentro. Tutto il dolore.
Tutto.
O quasi.
Ribellione.
E ogni spinta sempre più profonda delle tue dita migliora il tuo umore. Piangi ma sei soddisfatto. Di un dolore penserete voi. Sì, di un forte dolore, interno, esterno, onnipresente.
Dopo la prima ribellione ci si lava le dita mentre si prende fiato. Spesso ci si soffia anche il naso e si asciugano gli occhi che bruciano come fuoco per le troppe lacrime versate.
Si ricomincia.
Come prima? No, più a fondo, sempre più a fondo. Finché lo stomaco sembra quasi libero e nella tua bocca il sapore biliare inizia a corrodere denti e gengive.
Per concludere il rito però oltre a rilavarsi accuratamente le mani, ci si lava il volto, ancora lacrimante. Lo si asciuga e, con un movimento delicato dall’alto verso il basso, si fa scorrere la salvietta sul viso e ci si lascia specchiare, cadaverici e violacei come appena usciti da un incontro di boxe.
I più scupolosi si lavano anche i denti prima di abbandonare la stanza del dolore e tornare sorridenti, o quasi, alla vita reale.

Azioni

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2 responses

11 01 2013
Gis

Siamo schiavi a tal punto che niente potrebbe essere migliore della finzione.

11 01 2013
Ricky

I riti…….
La nostra vita è un susseguirsi di azioni, emozioni, pensieri che spesso ci portano ad avere atteggiamenti o comportamenti predefiniti, come se fossero dei riti da svolgere, per il solo motivo che se non ripetiamo certe azioni, abbiamo la sensazione che ci manca qualcosa.
Ma ci sono dei riti che si impossessano di noi, che arrivano quando meno te lo aspetti, che di colpo si manifestano dentro come un fuoco, e tu hai bisogno di spegnere questo fuoco, di liberarti da questa situazione di pericolo…..e incominci a pensare sempre più velocemente, ti passano davanti migliaia di immagini della tua vita, alcune che pensavi di aver dimenticato…..e più cerchi di non pensare, più la testa si riempie di ricordi che ti fanno stare male…..e in quel momento vorresti essere in qualsiasi posto lontano da tutto da tutti, per poter gridare e sputare tutto quello che hai dentro, la rabbia, la sofferenza il dolore che in quel momento ti sta domando e tu non riesci a vincerlo…..
Senti gli occhi che si riempiono di acqua di mare, ti bruciano, e quell’acqua che speri possa spegnere il fuoco, si trasforma in qualcosa che brucia ancora di più, che ti ustiona gli occhi, le guance, il volto, l’anima….
E a quel punto ti rendi conto che devi smettere di guardare dietro di te…..è in quel momento che vedi un miraggio che sai che solo tu puoi farlo diventare realtà, una nuova occasione che si presenta, una nuova opportunità da cogliere…..e allora raccogli tutte le tue forze….e sai che ce la puoi fare, che solo tu puoi decidere se vuoi ripartire per una nuova strada, un nuovo viaggio…..alla scoperta di ciò che la vita ti vuole regalare.
Carpe Diem…..perché la vita è un’occasione che non possiamo lasciarci scappare, ma dobbiamo viverla da protagonisti e non da spettatori.
Buona vita…..

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