Eufemismo

11 09 2013

E poi la strinse forte a sé. Al suo petto caldo. Lei era lì, con la guancia sinistra appoggiata a quella pelle morbida e profumata, il mento ricurvo verso il suo stesso collo. Le gambe piegate, incastrate, avvolte, teneramente unite a quelle di lui.
Erano una coppia diversa. Uguale e complementare.

Amavano. Erano innamorati dell’amore, il loro e non solo. Tutto l’amore che li circondava: il viso di un bambino, la carezza di una madre, due innamorati a lato strada abbracciati per darsi l’ultimo bacio, quello della buona notte. L’Amore. Quello con la A maiuscola.
Si completavano. In ogni azione. Dove l’uno era esuberante e impulsivo, l’altro portava riflessione. Dove l’uno soffriva, l’altro portava cerotti per l’anima. Dove l’uno si arrendeva, l’altro spronava.
Era strano come un uomo dalla voce delicata, quasi sussurrata, potesse unirsi a una donna con una voce squillante, quasi urlata, con risate assordanti e smorfie di divertimento.

In quell’abbraccio c’era tutto. L’amore, il rispetto, l’affetto, l’eccitazione. C’era il fisico, il cervello, l’anima.

Fecero l’amore, delicatamente ma con passione travolgente. Una fusione di corpi, odori, sospiri caldi e avvolgenti. Erano più della somma dei loro corpi. Gli ormoni incontrollabili li portavano a emozioni sessuali seconde solo ai loro abbracci strabordanti di Amore. I loro sguardi si incrociavano. Occhi negli occhi. Sorridevano e tremavano: era difficile reggere tutto quell’amore. Tutte quelle farfalle rimesse in libertà. Tutta quella vita URLATA sotto le lenzuola calde e bagnate dal loro sogno. Le candele a bordo letto illuminavano la sinuosità di quei corpi in dolce movimento. Quell’Amore si poteva percepire nell’aria. Era delicato ma travolgente, un uragano di dolcezza e vita. Vita. Una vita che si aspettavano. Una vita che l’uno aveva bisogno dell’altro. Una vita a rincorrere quell’idea di Amore che improvvisamente ora avevano trovato.
Finirono di fare l’amore e ancora sconvolti e affascinati da cotanta passione risero. Urlarono la loro complicità in una risata spassionata e assordante. Di quelle risate che gli addominali si contraggono tanto da far male. Quelle in cui scendono le lacrime e non si riesce a smettere. Quelle risate in cui la risata di lui fa scoppiare quella di lei. Quelle in cui lei ride spassionatamente tanto da far proseguire la risata di lui, in un vortice senza fine di intesa. Intesa di vita. Intensa vita. Per loro, con loro. Con i loro corpi e la loro anima. Soltanto.


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