Battleship e il patriottismo americano – Come (non) sfatare un mito

23 04 2012

Alieni, navi da guerra, colonnelli, capitani, bombe, – PUM -, nerd dalla montatura nera che si improvvisano eroi dalle mille guerre. Ecco. Io amo i film americani. Amo le loro americanate che ti fanno sentire invincibile. Amo il loro patriottismo che rende così trash e surreale qualsiasi film che parla di battaglie perse ma guerre vinte.

Loro amano far morire i loro uomini in nave o sugli aerei, amano rendere il primo sfigato che trovano, un grande eroe, degno della stella argento.

Con queste poche righe potrei dire di avervi riassunto il film Battleship. Ma voglio dirvi di più. Il fratello minore, Alex Hopper, maldestro e fannullone, viene convinto da Stone Hopper suo fratello maggiore ad arruolarsi nella marina dopo aver combinato l’ennesimo disastro per le strade della California. Alex Hopper innamorato della figlia dell’ammiraglio Shane sta per essere espulso dalla marina dopo aver “gonfiato di botte” Nagata, capitano dell’armata giapponese quando gli alieni piombano sulla terra per renderlo un eroe.

Che strano!

Incastrati in un campo magnetico creato dall’ammiraglia aliena, Alex è costretto a prendere il comando delle navi rimaste all’interno di tale bolla dopo che il fratello cade in battaglia sotto il fuoco nemico. Alex e Nagata si ritroveranno da nemici ad amici, comandanti della stessa nave, adottando tecniche del libro di Sun Tzu “L’arte della guerra”. Citazione molto apprezzata, soprattutto per un’appassionata di strategia militare come me.

E fu così che i marinai americani, dissetati da Coca-Cola Zero, vinsero la guerra grazie a scarpe Nike e tre Jeep in dotazioni agli sceriffi della costa.

Un product placement molto scarno ma ben identificabile. Nonostante tutto, un film coinvolgente alla TOP GUN, con Rihanna in versione bad girl; patriottico alla Pearl Harbour; fantascientifico alla Transformer; esagerato alla Mission Impossible.

Viva l’America.

Stay tuned and enjoy our product placement!

Maristella Carnio

Annunci




Gazzetta dello sport – Tutto il rosa della vita

13 03 2011

Oggi mi trovavo allo stadio di San Siro per la partita Milan – Bari, rovinosamente finita 1-1.

è proprio vero che io allo stadio non porto molto bene! -.-”

Ore 12.15 decido di andare in bagno per non doverci andare durante la partita. Quando esco dal bagno sento la musica dei Queen “Somebody to love”, uno scatenato Gattuso mi viene incontro (ero al primo anello arancio, tribuna d’onore) incitando tutto lo stadio ad alzarsi in piedi. Entusiasta ed emozionata batto le mani, finchè non ritorno alla mia postazione. Vedo Riccardo che ride e mi dice: “Ma guarda che non sono i giocatori, sono artisti!”

Artisti? Di cosa?

Guardando più attentamente mi accordo che sono identici ai giocatori ma c’è chi gioca a frisbee, chi balla il limbo, chi gioca a scherma…

Ma che diavolo sta succedendo?

Appare uno striscione: “Gazzetta dello sport – Tutto il rosa della vita”

Fantastico! Sono all’interno di un evento mediatico della Gazzetta! Guerrilla Marketing per la precisione!

Di seguito trovate un articolo scritto da Giorgia Galli che illustra brevemente tutte le azioni della Gazzetta dello sport per la nuova campagna pubblicitaria:

La Gazzetta dello Sport ha appena lanciato una nuova campagna per ribadire il messaggio “Tutto il rosa della vita” e questo grazie anche ad un video dedicato alla festa delle donne.

Milano, 3 marzo 2011. Dopo le campagne degli ultimi anni, marchiate Tutto il rosa della vita, La Gazzetta dello Sport rilancia il suo messaggio di positività con una nuova campagna di comunicazione integrata, on air dai primi di marzo fino alla fine di aprile, declinata su televisione, stampa, affissione statica, web, guerrilla e viral marketing.

Tutto il rosa della vita rimane il concetto ispirativo, dove rosa non è solo il colore del quotidiano più letto e amato dagli italiani, ma un modo di intendere la vita e interpretare la quotidianità di ognuno di noi.

Per la realizzazione della campagna, La Gazzetta dello Sport si è affidata a McCann Erickson, che ha ambientato a Buenos Aires uno spettacolare filmato nel quale una ragazza attraversa e vive il mondo di Gazzetta con momenti di sport ed effetti spettacolari che contaminano la sua vita quotidiana. Il percorso si conclude sul logo che appare, alla fine dello spot, al centro di un immaginario mondo Gazzetta.

La colonna sonora è un grande successo di Freddy Mercury, Somebody to love, nella fresca cover dei Glee: una versione che riattualizza l’emozione del pezzo del 1976 dei Queen, esattamente come un brand storico quale Gazzetta è in grado di riattualizzare ogni giorno, con codici e linguaggio moderni, l’emozione e la passione per lo sport e per la vita.

La campagna televisiva, on air dal 4 marzo, copre tutte le reti nazionali generaliste e i principali canali sportivi.

Nella campagna stampa – declinata su La Gazzetta dello Sport, Corriere della Sera, periodici Rcs, media di settore – il pianeta rosa di Gazzetta diventa il fulcro attorno al quale ruota il mondo dello sport, del divertimento, dell’entertainment e del piacere di vivere.
Sarà distribuito inoltre un numero personalizzato di Zero con un mondo rosa in rilievo in copertina.

L’out of home comprende affissioni formato gigante a Roma, in piazza San Lorenzo in Lucina e Campo de’ Fiori, e a Milano in Corso Vittorio Emanuele/Duomo e in Largo Augusto, oltre che sul palazzo Rcs all’incrocio San Marco/Moscova, e una domination all’aeroporto di Linate, con dieci impianti under monitor, 41 monitor Lcd e quattro retroilluminati.

La campagna su web comprende pianificazione su portali e network, testate di settore on line e siti business, facebook, annunci in modalità cpc, full screen su Corriere.it e Gazzetta.it.

Una serie di iniziative, affidate alle agenzie Abcrea, g-com e Tunnel studio, saranno attivate a sorpresa nell’arco delle prossime settimane: le attività sul territorio, le iniziative interattive e virali, verranno poi postate su gazzetta.it e su un portale (gazzetta.it/tuttoilrosadellavita) contenitore di spot, interactive video, giochi, quiz, gallery di materiali, video virali.

Tra questi e’ stato appena lanciato un video per l’8 Marzo, Festa della Donna visibile al seguente link: http://tuttoilrosadellavita.gazzetta.it/8marzo.htm

Credit campagna:
Agenzia: McCann Erickson
Direttore creativo esecutivo: Milka Pogliani
Direttore creativo: Gianmarco Milesi, Matteo Civaschi
Art Director: Edoardo Aliata
Copywriter: Gianmarco Milesi

Campagna Tv
Regia: Rich Lee
Casa di Produzione: FilmMaster
Post-produzione: Xchanges
Post-produzione audio: Top Digital
Musica: Glee – Somebody to Love

Campagna stampa
Fotografia e post-produzione: Lorenzo Vitturi
Post-produzione: Dock-75

Per ulteriori informazioni:
Giorgia Galli
g.galli@77agency.com
0044(0)2078315392

Gazzetta dello sport, tutto il rosa della vita

Gazzetta dello sport

Azione di guerrilla marketing della Gazzetta dello sport nel 2008: Carrozzine rosa telecomandate





Geppy Cucciari e il nucleare

8 03 2011

Mi sono accorta, solo oggi purtroppo, del nuovo spot di La7 di Geppy Cucciari.

Lo spot in esame riprende quello promosso dal forum nucleare da poco bannato dal Giurì dell’autodisciplina pubblicitaria.

I blog si sono attivati in massa per poterlo bloccare dalla messa in onda. In merito vi consiglio di leggere questo post di Giovanna Cosenza molto esplicativo a riguardo.

Perché Geppy Cucciari ha deciso di utilizzare la falsa riga dello spot del nucleare? è una presa in giro?

Se così fosse di seguito trovate lo spot originale e i relativi sboof.

Forum nucleare italiano

SPOT ORIGINALE FORUM NUCLARE

SPOOF IL SETTIMO SIGILLO

SPOOF UN’ALTERNATIVA AL NUCLEARE

SPOOF MENZOGNA AL NUCLEARE

SPOOF GREENPEACE

SPOOF PUBBLICITà DOPPIATE

SPOOF DI MADDALENA

SPOOF LEGAMBIENTE

SPOT LA7 GEPPY CUCCIARI G’DAY








%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: