Sicurezza sul lavoro

INTRODUZIONE alla mia tesi di laurea specialistica:

La scelta dell’argomento della presente tesi è stata dettata dalla necessità di approfondire il tema della comunicazione della sicurezza sul lavoro. Molti studiosi hanno infatti affrontato il tema dell’efficacia della pubblicità sociale come strumento per la prevenzione di comportamenti a rischio quali la guida in stato di ebbrezza, l’attitudine al fumo e l’omofobia. A nostra conoscenza, tuttavia, non sono disponibili linee guida per una campagna pubblicitaria efficace in ambito di sicurezza sul lavoro.

Gli enti che si sono occupati, a livello nazionale, di questa tematica  sono stati principalmente tre: Pubblicità progresso, Inail e Ministero del Lavoro. Contattati, si è potuto constatare che nessuno di questi ha  mai ideato campagne pubblicitarie su basi teoriche, su ricerche o esperimenti. Nessuna campagna pubblicitaria da loro effettuata è stata testata prima dell’uscita sul piccolo schermo o su tutti gli altri mezzi above the line.

Prescindere da tali indagini potrebbe comportare ripercussioni negative sul messaggio e sull’Ente che lo ha promosso.

L’ultima campagna, in ordine cronologico, effettuata dal Ministero del Lavoro infatti ha scatenato non poche polemiche. Alcuni lavoratori si sono uniti nel firmare una petizione perché questa campagna venisse fermata.  (vedi pag X)

Interrogandoci sulle basi teoriche di quest’ultima campagna abbiamo contattato Carmen Nettis, responsabile della campagna presso il Ministero, la quale ci ha fornito la ricerca preventiva effettuata dall’Istituto Piepoli S.p.a. sulla quale l’agenzia pubblicitaria Acciari si è basata per la realizzazione della campagna stessa.

Di seguito riportiamo il punto numero sei delle conclusioni di questa ricerca:

“ 6. Le campagne pubblicitarie sono sicuramente molto utili. Alcune di quelle promosse dall’Inail in passato sono state sicuramente efficaci perché tarate adeguatamente su un’audience che a volte non ha grandi strumenti culturali. Per quanto riguarda le concause soggettive le campagne shock, come quella della fig. 5, non è detto che siano sempre efficaci.

Fig. 5: Piacenza, 11 ottobre 2009: immagini della campagna shock dell’Anmil (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi del Lavoro)

La campagna pubblicitaria non deve mandare un messaggio generalista ma far leva su alcuni meccanismi cognitivi e comportamentali del lavoratore, usando termini e fraseologie proprie del codice comunicativo dell’operaio (rinvenibili nelle interviste o nelle etnografie). Ad esempio, per prendere una delle 15 concause classificate, potrebbe tematizzare l’eccessiva fiducia nelle proprie capacità, con un’immagine adeguata e la seguente frase:

NON FIDARTI TROPPO DI TE: TU SEI IL PRIMO NEMICO DI TE STESSO”

Secondo l’Istituto Piepoli questo punto della ricerca basterebbe a fornire le linee cardine di una pubblicità efficace nell’ambito della sicurezza su lavoro. L’Istituto, però, “ipotizza” che le campagne promosse dall’INAIL siano state efficaci, perché in realtà non è stato effettuato  nessuno studio longitudinale sulle campagne realizzate per INAIL. Dopo aver contattato anche l’agenzia Acciari, realizzatrice della campagna in questione, ci siamo resi conto che nemmeno quest’ultima aveva testato la campagna prima della messa in onda sui media.

La questione, del tutto irrisolta in tutta la comunicazione sociale italiana e oggetto di discussione della presente tesi, è quale sia la strada migliore per comunicare un argomento di elevata valenza sociale.

In alcuni Paesi europei si fa spesso ricorso, ad esempio nella prevenzione degli incidenti stradali, ai fear appeal (messaggi di comunicazione elaborati con l’intenzione da parte dell’emittente di suscitare paura o timore nel destinatario), mentre nel nostro Paese si sceglie di solito una strategia più tranquilla che ha spesso causato la realizzazione di messaggi emotivamente poveri, neutri o noiosi. Come vedremo nel capitolo 3.1 i sostenitori di questo primo tipo di comunicazione sono convinti che mostrare in modo chiaro le conseguenze di determinati comportamenti, attraverso immagini cruente di un incidente, possa condurre più facilmente i destinatari del messaggio a un cambiamento dei loro atteggiamenti e dei loro comportamenti alla guida.

La nostra analisi approfondirà solo la comunicazione della sicurezza sul lavoro in Italia discutendo in primo luogo i predittori psicosociali implicati nella sicurezza sul lavoro, a seguire verranno illustrate le tre teorie (Appello alla paura; Motivazione alla protezione; Teoria del comportamento pianificato) sulle quali si baserà la nostra ricerca. Non mancherà uno sguardo storico alle campagne Italiane e straniere relative alla prevenzione degli infortuni sul lavoro, ed infine verrà presentata la ricerca eseguita con la relativa discussione dei risultati.

Se sei un medico, un infermiere, un dipendente 118, un igienista dentale o un OSS ti prego di compilare il seguente questionario e partecipare allo sviluppo di questa ricerca:
https://adobeformscentral.com/?f=cHLGGiDvyARIotsYdBxv3Q

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